• Stefano Giavazzi

La "BRAVURA" di saper vendere


Cerca la differenza?

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BRAVI, complimenti, un edificio che ben indaga l’immagine del sapersi rappresentare come altri esempi d’oltralpe e nel mondo. ​ Un pensiero che cavalca l’onda del “lifestyle”, un condominio con balconi su cui riporre gli alberelli. Ecco la nuova frontiera dell’architettura “foresta urbana” un pensiero illuminato che riflette la luce di un nuovo periodo.

Illuminato, perché abbiamo più ossigeno, aria pulita, meno polveri sottili. Altri diranno, che per sorreggere le tonnellate di struttura/ impianto in più, nemmeno con la vita utile di tutto l’edificio si riuscirà ad ammortizzare la spesa ambientale delle risorse impiegate.

Il fastidio è proprio qui, introdurre delicati temi ambientali in nome di logiche che con essi, hanno poco a che fare se non con la vendita del prodotto. Nulla in contrario alla vendita dell’immobile. Purtroppo però la strada potrebbe essere più limpida, senza maschere, ma soprattutto quello che sorprende, sono gli atteggiamenti lusinghieri di chi dovrebbe essere adeguatamente critico e consapevole.

Un pensiero che si fa carico di tutta la complessità e la relazione necessaria a compiere quello che i maestri dell’architettura erano capaci di affrontare senza la spalla delle lobby "non culturali” che da tempo cavalcano l’onda come camaleonti che a vicenda si lucidano le torri d’avorio.

Onore al merito e al coraggio di chi ha eseguito il progetto e convinto chi di competenza nel fare l’opera, perché chi lavora sbaglia, gli altri fanno polemiche.

Ricordiamoci che solo le esperienze vissute e costruite possono essere parte di quel sapere che può essere criticato e rivisto ad esempio positivo o negativo!

Ops! forse è opportuno pensare che tale strategia sia accettabile, in termini di bilancio ambientale, solo nell’ambito del recupero/integrazione con l’esistente… ecco la nuova sfida.. e non il manifesto pubblicitario per vendere.